mercoledì 16 agosto 2017

Diciassette anni fa Sayyed Hassan Nasrallah onorava il combattente dell'Armata Rossa Giapponese e del FPLP (OE) Kazuo Okamoto!

Kazuo Okamoto è un militante dell'Armata Rossa Giapponese che alla fined degli anni '60 si spostò in Libano per venire addestrato dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, formazione che all'epoca intratteneva intense relazioni con altre formazioni della galassia rivoluzionaria internazionale, spesso rese necessarie dall'esigenza di aggirare le tecniche di profiling razziale usate dal regime sionista.

Il 30 maggio 1972, Okamoto, insieme ai compagni Yasuda e Okudaira arrivarono all'aeroporto di Tel Aviv su un volo Air France, portando sottobraccio custodie per violino, ciascuna delle quali conteneva un mitra Vz-58 cecoslovacco col calcio rimosso.

L'Aviazione Siriana sposta una decina di L-39 Albatros dalla base di Nayrab a quella di Kuwyres!

Uno dei segnali più importanti del cambiamento nell'atteggiamento strategico delle forze armate siriane in queste settimane é dato dallo spostamento di assetti aerei in basi sempre più vicine ai fronti di combattimento.

Lo spostamento come abbiamo segnalato anche in altri articoli é stato effettuato anche dalle forze aerospaziali russe e dimostra come Mosca e Damasco non temano più 'ritorni' offensivi delle forze takfire che possano mettere a rischio i loro jet.

I quali, del resto, partendo più da vicino rispetto ai loro bersagli saranno in grado di consumare meno carburante, stressare e affaticare meno il pilota, effettuare più incursioni con maggiore "payload" di armi.

Perché non ho creduto nemmeno per un minuto alla "Caduta di Assad"

E' facile ora, molto facile, con le forze siriane all'attacco e in avanzata su tutti i fronti, darsi pacche sulle spalle e compiacersi della vittoria delle Forze del Bene nel confronto durato dal 2011 a oggi tra l'aggressione takfiro-wahabi-sionista internazionale e l'Asse della Resistenza.

Ma ancora nel 2015 c'era chi diceva che Assad stava perdendo, che i terroristi avrebbero preso Latakia, che dopo Palmyra e Idlib anche Homs e Hama stavano per tornare in mano ai terroristi, che Aleppo sarebbe stata isolata e conquistata.

Tutto questo era vero e quando io contestavo queste previsioni da prefica portatrice di sventura venivo accusato di 'essere troppo ottimista'.

Niente affatto.

Io ero solamente informato.

Nuova esecuzione di massa tra i ranghi dell'ISIS: vittime i terroristi stranieri che volevano tornarsene a casa!

Fonti siriane hanno diffuso nella giornata di ieri la notizia che l'ISIS ha effettuato una nuova esecuzione di massa decimando i ranghi dei suoi adepti non siriani nei dintorni di Deir Ezzour dopo aver scoperto che numerosi di essi stavano preparando piani per la fuga e il ritorno nelle rispettive nazioni di origine.

Luogo dell'ISIS-cuzione sarebbero state le retrovie di Muhassan, Bu Leil e Buqrous.

martedì 15 agosto 2017

Si chiude la trappola! Esattamente come previsto le forze siriane sono a tre località dal chiudere il saliente dell'ISIS!

All'estremità orientale del saliente che si protende verso l'Est della Provincia di Hama le forze siriane che avanzano dal Sud di Resafa sono riuscite a conquistare l'Oasi di Al-Kawm e ora sono sul punto di incontrarsi coi loro camerati che avanzano a Nord di Al-Sukhanah,
Adesso solo le due cime di Monte Dahik, Monte Minshar e l'abitato di Taybah restano lungo la distanza (circa 30 Km) che divide le due "branche" della tenaglia che, una volta, chiusa, intrappolerebbe alcune migliaia di militanti del sedicente 'califfato' in una grande sacca.

Aerei ed elicotteri irakeni martellano Tal Afar, annunciando un prossimo attacco di terra!

Attorno all'abitato di Tal Afar, uno degli ultimi capisaldi dell'ISIS in terra mesopotamica l'aviazione militare di Bagdad ha iniziato coi suoi Sukhoi-25 e coi suoi Mi-28 e Mi-35 a scatenare una intensa serie di incursioni e bombardamenti; chiaro preludio a un deciso momento offensivo.

Quest'attività aerea fa da ideale 'seguito' e sviluppo alla colossale esplosione avvenuta circa due giorni fa che, secondo voci riprese dai canali giornalistici irakeni, avrebbe segnato la distruzione di un enorme deposito di armi e munizioni del cosiddetto "califfato".