lunedì 7 settembre 2015

Re Salman taglia sanità ed educazione ai suoi "regnicoli" per il persistere dei bassi prezzi petroliferi!

"Stiamo lavorando, per tagliare spese non necessarie", ha dichiarato il Ministro delle Finanze del regime wahabita di Riyadh, Ibrahim al-Assaf, ai microfoni della rete Usa CNBC, ma i giri di parole non servono a nascondere che saranno i poveri 'regnicoli' sauditi, che campano malamente con un posto di impiegato pubblico ottenuto con raccomandazioni e spinterelle da qualche Sottosegretario o da un parente influente, che non partecipano ai festini a base di whisky e champagne dei Principi del petrolio, a pagare il conto del crollo delle entrate di uno Stato che senza il petrolio non avrebbe niente da vendere, nemmeno le coperte di lana di cammello (che ormai nessuno sa più intessere).

A venire "disboscate" saranno infatti le spese sanitarie e per l'educazione pubblica (già di bassissimo livello), secondo una politica di tagli lineari che non risparmierà lacrime e sangue a nessuna delle famiglie (e sono la maggior parte della pur limitata popolazione saudita) che tirano a campare con uno stipendio fisso, senza possibilità di integrarlo con altre entrate o di frodare sul fisco.

Quest'anno il perdurare dei bassi prezzi del petrolio potrebbe scavare nei conti pubblici sauditi una voragine di 130 miliardi di dollari che per essere colmata richiederà l'emissione di bond e il prelievo di una consistente parte delle riserve valutarie saudite.

Già l'anno scorso per far quadrare i conti il regno saudita dovette prelevare dalle sue riserve 82 miliardi di $ facendole scendere a 650 miliardi; quest'anno "se tutto andasse bene" Riyadh prevede di prelevarne 'solo' 21, scendendo così a 629, ma non é detto che non sarà necessario scavare più a fondo...


1 commento:

  1. ma il prezzo del petrolio è deciso solo dai Sauditi? mi sembra che i produttori di petrolio siano molti e potenti....non possono fare nulla?

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